366 Off-news: “La storia di Anne, il volto più baciato di tutti i tempi”

Resusci Anne Simulator è il manichino della Laerdal utilizzato per insegnare le tecniche di rianimazione polmonare. Proprio per le sue finalità viene considerato “il volto più baciato” di tutti i tempi. Probabilmente sono in pochi a sapere che, per il capo di Resusci Anne, venne utilizzata la maschera del viso di una ragazza rinvenuta morta sulle rive della Senna a fine dell’Ottocento.

L’Inconnue de la Seine

L’Inconnue de la Seine

L’Inconnue de la Seine (“la sconosciuta della Senna”), così è stata chiamata la giovane non identificata, morta in circostanze misteriose. Secondo le cronache dell’epoca, il corpo senza vita della ragazza venne ripescato dalla Senna al Quai du Louvre a Parigi, intorno al 1880. Nessun particolare per poterla identificare e nessun segno di violenza sul corpo, si presunse che fosse annegata. Venne portata per l’identificazione all’obitorio di Quai de l’Archeveché, dietro al Notre-Dame, dove i morti sconosciuti giacevano su lastre di pietra inclinate dietro il vetro di una cellafrigo ed erano esposti al pubblico nella speranza di poterli identificare. Giovane, carina, non più di vent’anni, forse era una ragazza di campagna, un’orfana, una mendicante o una vagabonda, sicuramente qualcuno doveva sapere o aver notato la sua mancanza, ma nessuno si fece avanti per rivendicarne il corpo. Giacque nel suo sonno eterno ormai dimenticata dal mondo e forse a lei sarebbe piaciuto così. Ma giunto il momento di seppellire la sconosciuta, un patologo della camera mortuaria, affascinato dalla sua bellezza eterea, decise di fare un calco in gesso per immortalarne il volto sorridente in modo tale che la sua bellezza non sarebbe stata sepolta con lei. Alcuni affermano che era così affascinato dal suo sorriso tranquillo che si innamorò di lei, tanto che poi si gettò nella Senna per la disperazione. La maschera funebre fu appesa ad una parete della camera mortuaria, affinché fosse ammirata dai visitatori e con la speranza di poterla identificare nel tempo. Divenne molto popolare ed affascinò diversi artisti a causa dell’enigmatico sorriso, paragonato spesso alla Gioconda. Per questo motivo negli Stati Uniti, la maschera è nota anche come “La Belle Italienne”. Il suo volto ha ispirato, inoltre, innumerevoli opere letterarie. Nel corso degli anni sono state prodotte numerose copie, divenne una moda morbosa, un appuntamento fisso nel centro di Parigi. Secondo molti divenne l’ideale erotico del periodo, come lo era Bardot per gli anni cinquanta. L’identità della ragazza non è mai stata scoperta, nonostante ciò, le venne attribuito il nome di Anne

Resusci Anne

Resusci Anne

Nel 1958, il Signor Laerdal insieme a Peter Safar, decise di realizzare un manichino per l’insegnamento delle tecniche del primo soccorso utilizzando proprio le fattezze della maschera della sconosciuta della Senna. Le diete l’inequivocabile nome di “Resusci Anne” con l’intento di riabilitare la figura della vittima, la quale se fosse realmente morta per annegamento, fu sicuramente per l’impreparazione dei suoi primi soccorritori. Da allora, la sconosciuta della Senna è divenuta simbolo e sostegno per i principianti del primo soccorso che continuano ad allenarsi immettendo aria nei suoi polmoni e premendo con tutta la forza delle loro braccia tese sulle sue indistruttibili costole, con l’intento di riuscire, grazie alla povera Anne, a salvare vite umane attraverso l’insegnamento delle tecniche di primo soccorso. La sua bellezza e il suo sorriso sono rimasti intatti, continuano a vivere, e “l’inconnue” continua a sorridere consapevole delle vite umane da lei salvate.

Silvia Santilli

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