Viaggio nel labirinto

Jorge Luis Borges è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino. È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo, famoso sia per i suoi racconti fantastici sia per la sua produzione poetica. Perché parliamo proprio di lui oggi? Perché, ispirandosi ad una sua opera, Franco Maria Ricci (un editore emiliano) ha fatto costruire un labirinto a Fontanellato, in provincia di Parma. Il labirinto è realizzato con piante di bambù di specie diverse: in uno spazio di 7 ettari, la struttura ospita un museo, una biblioteca, una casa editrice (la nota Ricci Editore, che il proprietario ha venduto nel 2004 per finanziare il progetto e ora ha ricomprato), una sala delle feste e dei balli, la piazza di un borgo con la sua chiesa, una torre belvedere. Il racconto cui si rifà Ricci “Il giardino dei sentieri che si biforcano” raccolto in Finzioni è del 1941 scritto da Borges appunto. Nell’opera “Finzioni” oltre a un falso paese scoperto “nelle pagine di un’enciclopedia plagiaria”, Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlon, “labirinto ordito dagli uomini” ma capace di cambiare la faccia del mondo; oltre al “Don Chisciotte” di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; al mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; all’infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali “registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici… cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue” e che sopravviverà all’estinzione della specie umana; all’insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme, troviamo anche il racconto di cui abbiamo parlato sopra. La storia viene narrata sotto forma di un documento scritto dal professore cinese Yu Tsun, che vive in Inghilterra durante la Prima guerra mondiale ed è una spia al servizio dell’Impero tedesco. Braccato dal capitano Richard Madden, Tsun, la cui identità è stata scoperta, non ha modo di contattare direttamente i suoi superiori per riferire il luogo dove sono localizzate le artiglierie del XI Parco britannico. Tsun trova sulla guida telefonica il nome della sola persona che possa permettergli di trasmettere l’informazione, e fugge in treno per raggiungerlo; Madden giunge alla stazione troppo tardi. Nel frattempo, Tsun riflette sul suo passato, sulla sua giovinezza in Cina e in particolare sul suo antenato Ts’ui Pen, noto per due opere: un romanzo, apparentemente insensato, e la costruzione di un labirinto, che nessuno è mai riuscito a ritrovare. Tsun raggiunge la persona da lui cercata, Stephen Albert, uno studioso di lingua e letteratura cinese. Con sorpresa di entrambi, si scopre che Albert ha studiato proprio l’opera di Ts’ui Pen, antenato di Tsun, e ne ha decifrato l’enigma. Il libro e il labirinto sono in realtà la stessa opera: il “giardino dei sentieri che si biforcano” menzionato da Ts’ui Pen è il suo romanzo, un’opera letteraria che cerca di descrivere tutti i possibili risultati di un evento, ognuno dei quali conduce ad una ulteriore moltiplicazione di conseguenze, in una continua “ramificazione” dei possibili futuri. Non si tratta quindi di un labirinto “fisico”, ma di un labirinto temporale, un labirinto di simboli. Tsun è commosso e ammirato dall’intuizione di Albert, che ha svelato il segreto del suo antenato. In questa concezione dell’universo, spiega Albert a Yu Tsun, esistono linee temporali in cui Albert e Tsun non esistono, altre dove solo uno dei due esiste; fortunatamente, commenta Albert, nella “loro” particolare linea temporale, i due si sono incontrati e hanno potuto discorrere di Ts’ui Pen e del suo “giardino”. Ma Tsun, anche se con estrema riluttanza, spara ad Albert e lo uccide. Troppo tardi sopraggiunge Madden, che arresta Tsun. Il motivo dell’omicidio? La notizia dell’uccisione di Albert da parte di Yu Tsun viene pubblicata sui giornali britannici, e il “Capo” di Yu Tsun decifra il “messaggio”: la località dove è posizionata l’artiglieria britannica è proprio la città chiamata Albert. Tsun ha comunicato il messaggio, sconfiggendo Madden e ritardando l’offensiva britannica. Ma la sua vittoria, ottenuta a prezzo della vita di Albert, lo riempie di amarezza, di rimorso e di stanchezza.
Sempre ispirandosi a Borges, è stato realizzato un altro labirinto nell’isola di San Giorgio a Venezia, per la celebrazione dei 25 anni dalla sua scomparsa, da parte della Fondazione Giorgio Cini. In Italia oltre a questi due, famosi sono quello di Ragusa, nel Castello di Donnafugata, dove è presente un labirinto in pietra bianca: il barone Corrado Arezzo lo fece edificare a forma trapezoidale per riprendere il labirinto inglese di Hampton Court (il regista Matteo Garrone ha scelto questa location per girare parte del suo film “Il racconto dei racconti”) e quelli all’interno del Castello di San Pelagio, a Padova, dove ci sono ben due labirinti: il primo, quello del Minotauro, mentre il secondo è dedicato a Gabriele D’annunzio celebrando il concetto del doppio dannunziano grazie a una composizione di specchi posti al centro del labirinto. Tornando all’autore che ha ispirato questi scenari cosi particolari possiamo dire che il tema del labirinto è centrale in tutte le sue produzioni come idea di menzogna, come fantasia o come reinvenzione della realtà. Usa il labirinto come allegoria della complessità della vita, della realtà, del mondo che non può essere compresa solo con l’utilizzo della ragione. Il labirinto viene definito dallo scrittore “un edificio costruito per confondere gli uomini”, poiché dietro alla sua apparente regolarità nasconde aspetti più complessi e profondi, proprio come la realtà che vive ogni uomo quotidianamente.
Un viaggio nella letteratura, un viaggio interiore e di riflessione, un viaggio nella natura del labirinto. Siete pronti a mettervi alla prova?

Marta Melchiorri

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