Acqua di Colonia: un marchio e una garanzia

L’odore di una persona è un ricordo indelebile per l’anima: esso si deposita in fondo al cuore, in attesa di essere destato da una morte apparente. Chissà quale odore aveva per Giulietta il suo Romeo, quale profumo destava in Dante il ricordo di Beatrice. Il 13 luglio 1709 a Colonia venne fondata da Giovanni Battista Farina, fratello del profumiere italiano Giovanni Maria Farina, la più antica fabbrica di profumo al mondo, denominata “Johann Maria Farina gegenüber dem Jülichs-Platz GmbH”. Simboleggiato da un tulipano rosso, il marchio dell’acqua di Colonia è oggi gestito dal quinto pronipote del fondatore, esponente dell’ottava generazione della famiglia, la quale, nel corso del tempo, ha creato un vero e proprio impero economico e modaiolo, ricevendo richieste dalle più prestigiose corti mondiali. La scalata al successo di Casa Farina iniziò nel lontano 1709, quando Giovanni Battista si registrò nel comune di Colonia come cittadino straniero, acquisendo in tal modo la possibilità di essere un commerciante indipendente di Colonia. Grazie all’aiuto economico dello zio e alla collaborazione del fratello, Giovanni Battista riuscì ad allestire un edificio di dodici stanze nel centro di Colonia, in via Unter Goldschmidt, inaugurando in tal modo l’attività di profumi e vendita al dettaglio di oggetti di lusso, come sete, nastri dorati ed argentati, passamanerie, calze di seta e fazzoletti, scatole porta tabacco, cera per sigilli, piume, parrucche e cipria. Dopo un periodo di crisi e assestamento interno, tra il 1730 e il 1740, l’azienda venne rilanciata dalla famosa “Acqua di Colonia”, che, secondo lo storico Wilhelm Mönckmeier, fu un’ideazione di Giovanni Maria Farina e del suo socio in affari, da distinguere dalla precedente invenzione, “Eau admirable”, ritenuta e utilizzata come una sorta di acqua miracolosa. La delicatezza del profumo di Colonia, contrariamente agli altri prodotti dell’epoca, assicurò al prodotto gloria e fama eterna. Un profumo arricchisce l’anima, che, persa nel buio, viene guidata dall’olfatto verso la memoria, contemporaneamente celata e custodita dal tempo.

Federica Troiani

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