La casalinga che muoveva il mondo: Viola Liuzzo, l’eroina bianca uccisa a Selma

Viola Gregg Liuzzo, casalinga di Detroit e madre di cinque figli, fu l’unica donna bianca a morire durante le proteste del Movimento per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti. Nel marzo 1965 Viola si recò in Alabama per aiutare la Southern Christian Leadership Conference, guidata da Martin Luther King Jr.; la donna accolse subito l’appello del reverendo ad unirsi alla lotta. La marcia del 7 marzo 1965 è stata la prima delle tre proteste pacifiche, che hanno portato all’adozione del Voting Rights Act, uno dei risultati più importanti ottenuti dal Movimento per i diritti civili, dopo l’abolizione della segregazione razziale. Le tre marce, organizzate con l’idea di percorrere la strada statale che porta dalla cittadina di Selma, in Alabama, alla capitale dello Stato, Montgomery, hanno seguito una campagna per la registrazione al voto, portata avanti dalla comunità di afroamericani della città che aveva dato vita alla Dallas County Voters League (DCVL). Nonostante, proprio come i bianchi, i cittadini neri, avessero già legalmente il diritto di voto, una serie di requisiti discriminatori impediva, di fatto, a milioni di afroamericani, nel sud del Paese, di iscriversi al registro elettorale e poter così votare. La violenza perpetrata dai poliziotti sulla folla dei manifestanti venne ripresa da tutti i principali telegiornali, scuotendo profondamente l’opinione pubblica, tanto che anche diversi bianchi parteciparono alla seconda marcia, il 9 marzo, passata alla storia come Turnaround Tuesday, il martedì del dietrofront. Viola_LiuzzoArrivati sull’ Edmund Pettus Bridge, i poliziotti si fecero largo per lasciar passare i circa 2500 manifestanti. Dopo essersi inchinato per qualche istante a pregare, Martin Luther King decise di ricondurre la folla al punto di partenza, obbedendo così alla decisione del tribunale che aveva vietato la manifestazione. Quella notte tre bianchi che avevano preso parte alla marcia vennero attaccati da un gruppo di estremisti razzisti, uno di loro fu il reverendo James Reeb di Boston. Una settimana dopo, la corte federale si proclamò a favore della richiesta del Movimento per i diritti civili, accordando così il diritto a manifestare. La notte del 15 marzo il presidente Johnson presentò il Voting Rights Act, per garantire il diritto di voto ai cittadini afroamericani. Il 21 marzo 1965, più di 3ooo manifestanti, guidati da Martin Luther King Jr., iniziarono il loro viaggio da Selma a Montgomery. A differenza dei precedenti tentativi, gli attivisti vennero protetti, dall’esercito e dalla Guardia Nazionale, da eventuali interferenze esterne. Oltre a partecipare alla marcia, Liuzzo, aiutò i sostenitori come guida tra Selma e Montgomery. Raggiunsero la meta il 25 marzo 1965 e il “Re” tenne un discorso sui gradini del Campidoglio dello Stato davanti a una folla di circa 25000 persone. Quella notte, Viola Liuzzo stava guidando sulla Highway 80 diretta verso Selma, per condurvi un adolescente afro-americano, Leroy Moton, quando una macchina si fermò affianco al suo veicolo. Uno dei passeggeri sparò un colpo alla casalinga, colpendola sul volto e uccidendola. L’auto finì in un fosso, Moton rimase illeso all’attacco fingendosi morto. Il giorno seguente, il presidente Lyndon B. Johnson annunciò che gli assassini di Liuzzo erano stati catturati. Difatti la polizia arrestò per l’omicidio quattro membri del Ku Klux Klan: Eugene Thomas, Collie Leroy Wilkins Jr., William O. Eaton e Gary Thomas Rowe (che è stato poi rivelato essere un informatore dell’FBI). Liuzzo diede la sua vita per ciò in cui credeva, e ciò in cui credeva è la causa dell’umanità in tutto il mondo. La sua morte, è ritenuta un tassello importante, che contribuì ad incoraggiare i legislatori a passare il Voting Rights Act del 1965. Anni dopo il suo omicidio, Liuzzo ricevette un riconoscimento per il suo sacrificio. È tra i 40 martiri dei diritti civili onorati sul Memorial Civil Rights a Montgomery, istituito nel 1989. Due anni più tardi, le donne della Southern Christian Leadership Conference collocarono un indicatore nel punto in cui venne uccisa sulla Highway 80. Nel 2006 è stata, inoltre, introdotta nel Michigan Hall of Fame. Viola Liuzzo era una donna eccezionale, un’avanguardista per il suo tempo. Fu una dei pochi membri bianchi del National Association for the Advancement of Colored People. Una casalinga che ha tramutato la cura della sua famiglia e della sua casa, con al preoccupazione delle famiglie e delle case del mondo intero. All’epoca pochi approvarono e appoggiarono la sua missione, la maggior parte delle persone sosteneva che la casalinga bianca era fuori posto e che avrebbe dovuto rimanere a casa con i suoi figli. Ma siamo tutti cittadini del mondo, ciò che succede al nostro vicino ci colpisce direttamente. Finché ci preoccuperemo solo del nostro giardino, indifferenti a ciò che succede al di là della siepe, non ci sarà “erba più verde”, né nel giardino del vicino né tanto meno nel nostro.

“[Stiamo] andando a cambiare il mondo.Un giorno scriveranno su di noi. Vedrai.”
-Viola Gregg Liuzzo

A Viola Liuzzo e a tutti coloro che si impegnano quotidianamente per rendere il mondo un posto migliore.

Silvia Santilli

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